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18 mar 2025

Ritorno al denaro in contante in Svezia
pubblicato da: Web Master

Ritorno al denaro contante: la vita senza soldi in tasca non è sicura come la Svezia sperava

Articolo tratto dalla rassegna stampa estera di EPR Comunicazione

Di Redazione Web -17/03/2025

I paesi nordici sono stati tra i primi ad adottare i pagamenti digitali, al posto del denaro contante. Ora, l’e-banking – scrive The Guardian – è visto come una potenziale minaccia alla sicurezza nazionale Nel 2018 un ex vice governatore della banca centrale svedese aveva previsto che entro il 2025 il paese sarebbe probabilmente diventato un paese senza contanti,.

Sette anni dopo, quella previsione si è rivelata piuttosto veritiera. Solo un acquisto su dieci viene effettuato in contanti e la carta è la forma di pagamento più comune, seguita dal sistema svedese di pagamento mobile Swish, lanciato da sei banche nel 2012 e ormai onnipresente. Anche altri servizi di pagamento tramite telefono cellulare stanno crescendo rapidamente.

Pagamenti digitali e denaro contante

Infatti, secondo il rapporto annuale sui pagamenti della banca centrale, pubblicato questo mese, la Svezia e la Norvegia hanno la più bassa quantità di contanti in circolazione, in percentuale del PIL, al mondo.

Ma nel contesto odierno, con la guerra in Europa, l’imprevedibilità negli Stati Uniti e il timore di attacchi ibridi russi che fanno quasi parte della vita quotidiana in Svezia, la vita senza contanti non si sta rivelando l’utopia che forse una volta prometteva di essere.

A dicembre il governo ha pubblicato i risultati di un’indagine che proponeva di obbligare alcuni agenti pubblici e privati ad accettare contanti, una raccomandazione che secondo la banca centrale dovrebbe essere attuata dalle autorità.

[…]

Non solo in Svezia

La Svezia non è l’unico paese nordico a fare marcia indietro sui piani per una società senza contanti. L’anno scorso la Norvegia, che ha un popolare equivalente svedese chiamato Vipps MobilePay, ha introdotto una legge che prevede multe o sanzioni per i rivenditori che non accettano contanti. Il governo ha anche raccomandato ai cittadini di “tenere un po’ di contanti a portata di mano a causa della vulnerabilità delle soluzioni di pagamento digitale agli attacchi informatici”.

L’ex ministro della giustizia e delle emergenze norvegese Emilie Mehl lo ha detto chiaramente: “Se nessuno paga in contanti e nessuno accetta contanti, il contante non sarà più una vera soluzione di emergenza una volta che la crisi sarà alle porte”.

Commento. Ecco che qualcuno inizia a defilarsi, mentre l'Europa vuola andare nella direzione dell'euro digitale entro fine 2025..

16 mar 2025

Alessandro Leonardi
pubblicato da: Web Master


Ue, ecco il piano per risvegliare i risparmi parcheggiati in banca

Mercoledì la Commissione discute un piano che ha l’obiettivo di smuovere almeno una parte dei 10mila miliardi di euro dei piccoli risparmiatori custoditi nei conti correnti bancari (e sostanzialmente inutilizzati) per trasformarli in capitale di rischio e in investimenti. L’obiettivo è sostenere la competitività dell’industria europea e le nuove priorità, a cominciare dalla difesa.

Come ho più volte annunciato nelle mie conferenze e nelle mie live ecco arrivato il momento in cui cominceranno a toccare i nostri risparmi nei conti correnti. Il caro Mario Draghi l'aveva richiesto meno di un paio di anni fa ed eccolo accontentato. Il Sole 24 ore ci regala un maggior dettaglio inenerente alle modalità in via di studio. Mettere il nostro capitale come bene di rischio di fronte agli investimenti.

Quando lo dicevo nelle conferenze anni fa erano in pochi coloro a crederci, così come quando parlai dell'attacco alle case e alla proprietà privata, ma tutto sta andando in quella direzione. Nei miei ultimi volumi Apocalisse green 1,2,3 editi da Macro Edizioni trovate in anticipo tutti i discorsi inerenti gli espropri, le case, la proprietà privata, i crediti di carbonio e come avrebbero colpito conti correnti, cripto valute e cassette di sicurezza. Come sempre difficilmente la mia documentazione mi permette di sbagliare, anche perchè ciò che avviene oggi non è nient'altro che il frutto di leggi fatte ieri... e sono anni che ci lavorano, come dimostro nei miei libri. E' brutto avere ragione, ma è ora di responsabilizzarsi. Progetto Atena 2030 è stato realizzato proprio perchè sapevo che sarebbe giunto questo momento, così come la centralizzazione del cibo nelle mani delle grandi multinazionali e la distruzione dei piccoli imprenditori agricoli. Purtroppo il tempo a disposizione sta per scadere... 

Fonte: https://www.ilsole24ore.com/ar...


15 mar 2025

Stop al caro energia!
pubblicato da: Web Master

Stop al caro energia!

Consigli per soluzioni alternative per riscaldare la propria casa.

Con l'aumento dei costi energetici, molte famiglie cercano soluzioni alternative per riscaldare la propria casa e ridurre le spese in bolletta. Esistono diverse strategie per ottenere un ambiente caldo e confortevole senza dipendere completamente dal gas, contribuendo allo stesso tempo a un minore impatto ambientale. Stop al caro energia diventa un obiettivo sempre più condiviso.

Un'alternativa efficace è rappresentata dalle pompe di calore, dispositivi che sfruttano l'energia presente nell'aria, nell'acqua o nel suolo per riscaldare gli ambienti con un consumo energetico inferiore rispetto alle caldaie tradizionali. Sebbene richiedano un investimento iniziale, nel lungo periodo permettono di ridurre notevolmente la spesa energetica.

Un altro metodo conveniente è l’uso di stufe a pellet o a biomassa, che utilizzano combustibili naturali come legna o scarti vegetali. Questi impianti hanno un'efficienza elevata e costi di approvvigionamento inferiori rispetto al gas, garantendo un risparmio significativo.

Anche il miglioramento dell’isolamento termico dell’abitazione è una strategia essenziale per trattenere il calore e diminuire i consumi. Infissi a doppio vetro, cappotti termici e tapparelle ben isolate possono fare la differenza nel mantenere una temperatura interna stabile, riducendo la necessità di riscaldamento. Stop al caro energia è possibile anche attraverso piccoli accorgimenti quotidiani.

Infine, l’uso di pannelli solari termici rappresenta una soluzione ecologica ed efficiente. Questi sistemi permettono di sfruttare l’energia solare per produrre acqua calda e riscaldare gli ambienti, diminuendo la dipendenza dal gas.

Grazie a queste soluzioni, è possibile ridurre i costi energetici e contribuire alla sostenibilità ambientale. Per approfondire le opzioni disponibili, si possono consultare risorse come il sito dell'ENEA (https://www.enea.it/), che fornisce consigli su efficienza energetica, il portale di ARERA (https://www.arera.it/) per confrontare i costi delle diverse fonti energetiche, o il sito di Altroconsumo (https://www.altroconsumo.it/) per trovare suggerimenti pratici su come risparmiare. Investire in fonti di calore alternative e migliorare l’efficienza della propria abitazione è la chiave per dire stop al caro energia e vivere un inverno più sereno e conveniente.

15 mar 2025

Espropri in Sardegna
pubblicato da: Web Master

Espropri in Sardegna

Nell'estate del 2024, la Sardegna è stata teatro di numerosi espropri territoriali legati a progetti infrastrutturali ed energetici, suscitando preoccupazioni tra le comunità locali. Uno degli interventi più discussi è stato il Tyrrhenian Link, un cavo sottomarino progettato per collegare la Sardegna alla Sicilia e al continente italiano. Questo progetto ha previsto la realizzazione di stazioni di conversione e smistamento nel territorio di Selargius, coinvolgendo circa 17 ettari di terreni agricoli.

Le procedure di esproprio hanno incontrato una forte opposizione da parte dei proprietari terrieri e delle comunità locali. In particolare, a Selargius, i proprietari Mariangela e Benedetto hanno rifiutato di cedere i loro terreni, diventando simbolo della resistenza contro gli espropri in Sardegna. Mariangela ha condiviso la sua testimonianza in un video, esprimendo la sua determinazione nel proteggere le sue vigne dall'esproprio. 

Le proteste hanno visto la partecipazione attiva di comitati locali e cittadini preoccupati per l'impatto ambientale e sociale dei progetti. A Su Padru, area designata per la stazione di conversione, si è formato un presidio permanente per opporsi agli espropri in Sardegna. Le forze dell'ordine sono intervenute per sgomberare i manifestanti, ma la resistenza è proseguita con determinazione. 

Un altro caso significativo riguarda Olbia, dove l'approvazione del nuovo Piano Urbanistico Locale (PUL) ha comportato una serie di espropri per la riqualificazione delle coste. Centinaia di proprietà sono state coinvolte, generando preoccupazioni tra i residenti riguardo alle future trasformazioni del territorio. 

Le comunità locali hanno espresso timori che tali espropri in Sardegna possano compromettere l'identità culturale e l'integrità ambientale dell'isola. La testimonianza di Maria Sias sottolinea l'urgenza di unire le forze contro questi interventi: "Tanti gli espropri in atto. Uniamoci, il tempo sta scadendo. Mi auguro che a Saccargia saremo numerosi e agguerriti".

Le proteste contro gli espropri in Sardegna hanno evidenziato la necessità di un dialogo più inclusivo tra istituzioni e comunità locali. Le preoccupazioni riguardano non solo la perdita di terreni agricoli e aree naturali, ma anche l'impatto socio-economico sulle popolazioni coinvolte. La richiesta principale è quella di una maggiore trasparenza nei processi decisionali e di una valutazione attenta delle reali necessità e benefici dei progetti proposti.

In conclusione, gli espropri territoriali dell'estate 2024 in Sardegna hanno sollevato questioni complesse che richiedono un equilibrio tra sviluppo infrastrutturale e tutela del patrimonio ambientale e culturale dell'isola. Le testimonianze delle comunità locali evidenziano l'importanza di processi partecipativi e condivisi nelle scelte che riguardano il futuro del territorio sardo.